Fusion 2 Seravezza-Hong Kong: la mostra accolta con entusiasmo

Fusion 2
Scambio Sculturale Seravezza-Hong Kong
Fino al 25 giugno
Hong Kong, Asia Society Center

Accolta con entusiasmo a Hong Kong la mostra Fusion 2
promossa dalla Fondazione Arkad di Seravezza

Fino al 25 giugno sono esposte all’Asia Society Center di Hong Kong le 30 sculture realizzate, fra Italia e Cina, da dieci artisti internazionali, nell’ambito del progetto Fusion, promosso dalla Fondazione Arkad di Seravezza (Lucca).

Hong Kong ha accolto con calore e grande interesse la mostra Fusion 2, organizzata dalla Fondazione Arkad di Seravezza, in collaborazione con l’Asia Society Hong Kong Center e l’Istituto Italiano di Cultura di Hong Kong, inaugurata il 14 marzo nella prestigiosa Galleria Chantal Miller del Centro.

L’esposizione raccoglie 30 sculture, in marmo e legno, realizzate nell’arco di oltre due anni nell’ambito del progetto Fusion e nate dalla collaborazione di dieci artisti.
Cinque di loro vivono e lavorano in Italia:
Francesca Bernardini (Italia),
Aurélien Boussin (Francia),
Jacob Cartwright (Australia),
Flavia Robalo (Argentina),
Lorenzo Vignoli (Italia).
E cinque sono di Hong Kong:
Danny Lee,
Margaret Chu,
Yuen Leung Ho,
Violet Shum,
Yaman Chau.

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Gli artisti a Seravezza. Da sinistra: Francesca Bernardini, Lorenzo Vignoli, Aurélien Boussin, la curatrice di Fusion 1 Silvia Vannacci, Jacob Cartwright, Flavia Robalo
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Gli artisti a Hong Kong. Da sinistra: Yueng Leung Ho, Violet Shum, Yaman Chau, Danny Lee, Margaret Chu

All’inaugurazione hanno partecipato, oltre a esponenti della società civile e del mondo artistico e culturale di Hong Kong, il console generale d’Italia, Carmelo Ficarra e i responsabili di Asia Society Hong Kong: Ronnie Chen, presidente, Alice Mong, executive director, eJoyce Ng, responsabile della Galleria. Eugenie Hardy, general manager della Susan Chen Foundation, main sponsor della mostra, ha portato il suo saluto.

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L’inaugurazione

Erano presenti inoltre Cynthia Sah e Nicolas Bertoux, fondatori della Fondazione Arkad, insieme con tutti gli artisti coinvolti nel progetto.
I cinque scultori arrivati dall’Italia hanno trascorso alcuni giorni a Hong Kong, incontrando, per la prima volta dopo due anni di collaborazione a distanza, i loro colleghi-partner in Fusion, ma anche altri artisti, collezionisti, esperti e appassionati d’arte.

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Fusion 2 sta riscuotendo un successo che va al di là delle aspettative.
Non soltanto per il rilevante numero dei visitatori e per la vasta copertura mediatica, ma anche e soprattutto per l’apprezzamento nei confronti dell’idea alla base del progetto e per il coinvolgimento emotivo che le opere suscitano nel pubblico.

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L’inaugurazione

Il progetto

Il progetto di Fusion è nato nel 2020, su stimolo del direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Hong Kong, Stefano Fossati e dell’allora Console Generale d’Italia, Clemente Contestabile.

L’idea iniziale era quella di uno scambio di residenze d’artista tra Italia e Hong Kong.
La diffusione del Covid ha però impedito agli artisti di viaggiare e ha costretto a cambiare i piani: a viaggiare sarebbero state le idee e le opere.

Il progetto ha dunque enfatizzato il concetto di “fusione”, a partire dall’integrazione di materiali molto diversi, rappresentativi dei rispettivi territori.
In Italia gli scultori hanno utilizzato il marmo bianco delle Apuane, a Hong Kong il legno di diverse essenze, tra cui la canfora e il teak.
Gli artisti hanno poi scelto il partner con cui collaborare, stabilendo un dialogo intimo e profondo tra Europa e Asia, superando distanze e differenze culturali e linguistiche.

Le sculture in marmo realizzate in Italia sono state inviate a Hong Kong, dove gli artisti locali le hanno completate con il legno.
Le opere in legno create a Hong Kong hanno fatto il viaggio inverso e in Italia sono state “fuse” con i complementi in marmo degli scultori-partner.

Fusion testimonia così una collaborazione straordinaria e inedita tra artisti che, con umiltà ed entusiasmo, hanno accettato di affidare le proprie creazioni alle mani di un altro artista.

Nel dicembre del 2021 la prima fase di Fusion si è conclusa con due mostre in contemporanea: la Fondazione Arkad di Seravezza ha ospitato cinque sculture, il Visual Art Center di Hong Kong le altre cinque.

Con Fusion 2, tutte le dieci opere create nell’ambito di Fusion 1 sono finalmente esposte insieme, accanto alle venti sculture, di piccola dimensione, realizzate appositamente per questa mostra, dagli stessi artisti e con il medesimo metodo di ”fusione” di materiali e di collaborazione tra scultori.

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Gruppo degli artisti

Asia Society Hong Kong Center

L’Asia Society Hong Kong Center fa parte della rete di Asia Society, composta da 14 centri in tutto il mondo. È un ente non governativo, senza fini di lucro, fondato nel 1990 da un gruppo di leader della comunità di Hong Kong.

Nel 2012 ha inaugurato l’attuale sede, in un sito ricco di storia e di bellezza naturale, che comprende quattro edifici, costruiti dall’esercito britannico a metà del XIX secolo per la produzione e lo stoccaggio di esplosivi e munizioni.

Oggi è uno dei più importanti poli culturali di Hong Kong. La sua Galleria è uno spazio espositivo di grande prestigio, apprezzato dagli appassionati d’arte per la qualità delle mostre e dell’offerta culturale che la caratterizza.

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Il sostegno degli sponsor

Fusion 2 non sarebbe stata possibile senza il sostegno degli sponsor, pubblici e privati, che hanno offerto il loro supporto.

Oltre al main sponsor, la Susan Chen Foundation di Hong Kong, e all’Istituto Italiano di Cultura, hanno contribuito all’iniziativa la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, il Comune di Seravezza, e lo Studio ARTCO.

Sono inoltre sponsor di Fusion 2 la Banca della Versilia, Lunigiana e Garfagnana, la Camera di Commercio Toscana Nord Ovest, Silea Legno, Vincenti Srl e Scoppolato di Pedona.

Hanno concesso il loro patrocinio: Consolato Generale d’Italia a Hong Kong, Ministero della Cultura, Regione Toscana, Provincia di Lucca, Provincia di Massa Carrara, Comuni di Massa, Carrara, Pietrasanta, Forte dei Marmi, Camaiore, Montignoso, Stazzema e Fondazione Terre Medicee.

Qui ho parlato della presentazione del progetto Fusion 2

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