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Storia della vignetta di Landucci

Articolo di Giancarlo Landucci

Faccio vignette satiriche da quando facevo le superiori.
Trent’anni dopo arriva internet per tutti.
Nei primi anni 2000 mi iscrivo a Twitter e inizio a pubblicare vignette politiche e di costume sui fatti del tempo ma perlopiù vicende internazionali.
Faccio vignette sulla guerra in Siria e Bashar al Assad che stava distruggendo il suo Paese.

Poi appare sulla scena internazionale l’ISIS e i suoi finanziatori.
Lo Stato Islamico cede petrolio in cambio di armi.
Il giornale turco Cumhuriet denuncia che il presidente Recep Tayyp Erdogan è implicato nello scambio armi contro petrolio.
Erdogan fa arrestare i giornalisti di quella testata e chiude il giornale.

Il 12 ottobre 2015 pubblico su Twitter una vignetta su Erdogan dove lo stesso vestito di nero come un seguace dell’ISIS, imbraccia un minareto all’uso di bazooka dove sulla punta sventola la bandiera turca assieme a quella dello Stato Islamico.
Erdogan calpesta la parola “democracy” e dice “The caliph it’s me!”, il califfo sono io.

vignetta da giancarlo landucci

Il giornale del Qatar Al Jazeera che osteggia il dittatore turco ritwitta la mia vignetta su Twitter, vignetta che viene vista da migliaia di follower di quella testata.
La vignetta arriva in Turchia dove viene pubblicata da alcuni oppositori di quella democratura.

Dopo alcuni giorni ricevo sul PC via mail da Twitter una comunicazione con un allegato in PDF che ha come mittente il Tribunale Penale di Ankara.
Il social nella comunicazione mi chiede di riconoscere o disconoscere la paternità della vignetta.
Rimango basito per la piega sgradevole che sta prendendo la pubblicazione satirica in Turchia così decido di non immischiarmi disconoscendo con mail a Twitter la paternità del disegno.
Scritta la mail e inviata al social media accade che viene risucchiata nella rete tutta la conversazione compreso l’allegato del Tribunale Penale di Ankara (che non avevo aperto) senza lasciare alcuna traccia sul PC.

Fino a quel giorno, non avevo una chiara percezione in quale stato inquisitorio vegeti un regime di fatto dittatoriale. Una democrazia-dittatura. Avevo avuto dei sospetti quando da Istanbul avevo come follower due belle ragazze che pubblicavano tweet soft contro Erdogan, molto probabilmente per accedere al mio account al fine di individuare eventuali miei contatti in Turchia che non ho mai avuto.
D`altronde bastava far apparire su una vignetta la parola Gazprom per essere contattato da una bella ragazza russa che si offriva di darmi le spiegazioni che desideravo.

A livello nazionale la satira graffiante su Facebook arricchisce chi la subisce.
È una benedizione per i politici decotti e non.
Bastano tre persone che prendano di mira un personaggio discusso, su fatti di dominio pubblico, dove il tizio è stato già condannato con giudizio di primo grado per essere querelati per diffamazione a mezzo stampa.
Renzi docet ma questa è un’altra storia.

Giancarlo Landucci

call to action no fake usare i social

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