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Un’imbarcazione avveniristica nel cuore del Liberty

Articolo di Giulio Arnolieri

La passeggiata a mare di Viareggio è una delle più famose in Italia e non solo.
La sua ampiezza permette ai grandi carri mascherati di esprimere al meglio la spettacolarità dei propri movimenti.
Nonostante vari tentativi incompiuti di rinnovarla (dal Piano Rogers del 1990 a un rifacimento parziale iniziato nel terzo millennio e non ultimato), le palme decimate dal punteruolo rosso e arredi ormai datati, mantiene comunque intatto il proprio fascino.

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Un viale due stili

Se però lungo i viali Manin e Carducci lo stile Liberty è abbastanza continuo, anche se ha perso gioielli come l’Hotel Astor originale, la passeggiata vera e propria (viali Margherita e Marconi) è divisa nettamente in due parti da piazza Mazzini (che dovrebbe essere oggetto di rifacimento in tempi relativamente brevi).
La parte sud ha molti edifici Liberty e si caratterizza per costruzioni alte, che in molti casi riducono la visuale del mare, cosa stigmatizzata dallo scrittore Mario Tobino nel suo ‘Sulla spiaggia e di là dal molo’.
Questa sezione è quella dove si è sviluppata l’industria balneare viareggina e in origine era costruita in legno; l’ultimo esempio rimasto è lo Chalet Martini accanto al Margherita.
Da piazza Mazzini al Principe di Piemonte il viale fu oggetto di un piano regolatore fra la fine degli anni ’20 e l’inizio dei ’30 che portò a realizzare costruzioni meno alte (intorno ai 6 metri) nello stile razionale tipico del tempo, e spesso accoppiate in modo tale che è possibile vedere il mare a intervalli più ravvicinati.
Al tempo stesso tutte le costruzioni in muratura vennero dotate di riscaldamento e impianti sanitari degni di questo nome.

Il Caffè New York

Giulio Arnolieri (nonno dell’estensore del presente articolo), che dal 1921 gestiva un bar in affitto costruito in legno all’altezza del Bagno Nuova Italia, fece richiesta di una concessione nel prolungamento del viale Marconi, in corrispondenza del n. 121.
Lì fu costruito nel 1932 e ricostruito dopo la Seconda Guerra Mondiale il New York che attualmente è gestito dalla famiglia Vannozzi, titolare di un altro locale centenario della zona, Galliano, fondato nel 1923.

caffe new york viareggio
Il Caffè New York a Viareggio

La ex casa di guardianaggio

Non molti sanno che le abitazioni sopra i negozi erano ‘sacrificate’ alle esigenze degli stessi: spesso l’altezza era ai limiti dell’agibilità e dovevano essere adibite esclusivamente a case di guardianaggio per i gestori (la passeggiata apparteneva e, in parte, appartiene tuttora al demanio comunale).
Con lo svilupparsi del turismo, nonostante le abitazioni non fossero il massimo del comfort, divennero ambite e molte venivano affittate nei mesi estivi.
Dal 1932 al 2017 l’abitazione è stata utilizzata dalla famiglia del fondatore del bar, scomparso nel 1956, che vi ha operato lavori di miglioramento, come nuovi pavimenti e infissi.
Nulla però di paragonabile all’intervento del nuovo proprietario, l’imprenditore Giovanni Luisotti, fondatore dell’azienda di telecomunicazioni Vianova, che l’ha trasformata in una specie di imbarcazione ‘ormeggiata’ fra passeggiata e mare.

Per una dettagliata descrizione dei lavori si rimanda al bell’articolo di Valentina Raggi uscito recentemente su AD, Architectural Digest Italia, corredato da numerose foto di Diego Laurino che evidenziano la straordinaria trasformazione di quella che era un’appendice all’attività commerciale in un appartamento avveniristico con una vista spettacolare dal tetto a terrazza e una divisione degli spazi interni rivoluzionata e razionalizzata.
Merito di Paolo Dovichi, interior designer dello studio dell’architetto Stefano Viviani che in zona ha firmato altri progetti, come pure di Federico Rossi.

articolo casa su ad
La copertina dell’articolo su AD

L’appartamento, anche per la forma allungata, somiglia proprio a un natante con la prua orientata dove tramonta il sole, arricchita di ampie finestre, e la poppa (che ospita lo studio dell’imprenditore Luisotti, una vera cabina di comando) con vista sugli edifici Liberty della passeggiata.
All’interno sono stati usati materiali come travertino, noce, vetro.
Straordinaria la terrazza che, grazie a un tenda bioclimatica, è utilizzabile tutto l’anno e dispone perfino di una spa.

Bibliografia minima

Per la storia del Caffè New York: Giulio Arnolieri, “L’ultimo lampione della passeggiata”, Il Molo, 2005, nuova edizione 2021.
Per la passeggiata di Viareggio: Maria Adriana Giusti, “Viareggio 1828-1938 Villeggiatura, moda, architettura”, Idea Books, 1989; Gabriele Pardi, Alessandro Rizzo, Tommaso Signorini, “La Passeggiata. Architetture”, Electa, 1997; Mario Tobino, “Sulla spiaggia e di là dal molo”, Mondadori, 1966.

l ultimo lampione della passeggiata di giulio arnolieri
La copertina del libro di Giulio Arnolieri

Si fa riferimento all’articolo – pubblicato su AD ad-italia.it il 29 novembre 2023 – di Valentina Raggi con foto di Diego Laurino

Chi è Giulio Arnolieri

giulio arnolieri

Giulio Arnolieri, nato a Viareggio nel 1958, ha conseguito la maturità classica presso il Liceo Ginnasio Giosuè Carducci di Viareggio e la laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli studi di Pisa.
È docente di inglese presso il Liceo Galileo Chini di Lido di Camaiore.
Collaboratore del quotidiano La Nazione dal 1983, è giornalista-pubblicista dal 1986.
È stato direttore responsabile di Radio Babilonia dal 1987 al 2000 e ha collaborato con quotidiani e periodici anche a diffusione nazionale, con siti internet e con varie emittenti radiofoniche e televisive locali, ultima in ordine di tempo 50 News Versilia.
Ha pubblicato, prevalentemente con le Edizoni Il Molo, 15 libri su tematiche che spaziano dalla storia dell’hockey al giornalismo, dalle radio locali alla città di Viareggio, fino alle sue esperienze d’insegnante. Gli ultimi sono ‘Da Land’s End a John o’Groats. Viaggi, emozioni ed esperienze britanniche’ (2019), ‘Rileggere un romanzo non letto’ (2020), An Unconventional Literature: breve viaggio nelle letterature in inglese accompagnati da dischi, film e altro (2023).
Per la sua attività giornalistica ha ricevuto il Premio Sport del Comune di Viareggio 2005 e quello della Lega Nazionale Hockey 2011.

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